Sono tornato
Non so se ho voglia di proseguire con il blog a tutti i costi, però adesso ho qualche novità da raccontarvi dopo tanto tempo.
Non so se ho voglia di proseguire con il blog a tutti i costi, però adesso ho qualche novità da raccontarvi dopo tanto tempo.
Sono stato troppo ottimista. Gli euro in più al mese sono 40.
La sinsitra estrema che arma la mano del pericoloso grey-blok dovrà vedere ridimensionate le proprie ambizioni di egemonia sociale.
Quella di difendere i pensionati con la minima.

C’è un nuovo soggetto politico pericolosissimo che si aggira per il paese. Silvio ed i suoi si sono già impegnati a combatterla. Si chiama Sinistra Radicale. Il nuovo pericolosissimo colpo messo a segno sarebbe l’innalzamento delle pensioni minime di ben 60 euro al mese portandole così all’astronomica cifra di quasi 600 euro.
Francamente, detto da uno che propone l’acquisto di un calciatore per la modica cifra di 50 milioni di euro (pari a circa 100 mila mensilità di pensioni, ovvero quello che prendono 10 mila pensionati in un anno) fa venire il voltastomaco.
Ma è un paese questo che non è capace di ascoltare e di ragionare con la propria testa.
Così tutti alla caccia di questa pericolosa sinistra radicale e dei suoi componenti che possono leccarsi i baffi con la sontuosa pensione di quasi 600 euro al mese!!!!

Una delle immagini per definire l’apocalisse comunista era proprio questa. I cavalli dei cosacchi che si abbeverano in Piazza San Pietro. Come a dire che l’Italia, con il voto al PCI, sarebbe diventata un’altro dei paesi allineati con il Patto di Varsavia.
Invece ci siamo beccati la NATO, ma questa è un’altra storia.
Adesso D’Alema vanta orgogliosamente, come Ministro degli Esteri, la partnership del nostro paese con la Russia. Proprio come avrebbe voluto fare Togliatti 60 anni fa, ma che per una serie di motivi non ebbe modo di fare.
Come cambia il mondo.
Forse tutto dipende dal fatto che adesso i cosacchi non arrivano più in divisa, ma vestiti Armani, Missoni e Valentino e invece che abbeverare i cavalli, fanno il pieno a Ferrari, Maserati e Lamborghini.
A queste condizioni il rapprto di amicizia con la Russia non diventa più qualcosa da tenere nascosto, ma qualcosa da presentare con orgoglio in conferenza stampa.
Spendi spandi, spendi spendi effendi…. (Rino Gaetano)

questa era quella di Rino Gaetano, tra qualche giorno ve la racconto a modo mio…
Femminile profumata elegante dolce bella e generosa
estroversa un po’ truccata ottimista intelligente e misteriosa
la donna mia
Mentre il tempo passava sulla nostra età
mentre mille canzoni finivano già
mentre il sole d’autunno pigro si svegliava
fra me e te un mattino qualcosa nasceva
c’era aria di festa e fra i colori anche il blu
forse c’era dell’altro ma c’eri anche tu
le auto piene di gente che rideva
e le cose cattive solo nei films che si vedeva
scusa mary scusa mary
ma eravamo innamorati più che mai
c’era il dopoguerra e c’era anche il boom
mentre il tempo passava sulla nostra età
c’era praga la cia la nato il vietnam
c’era un negro di nome martin che hanno ammazzato
tutto questo però c’è lo hanno raccontato
venne il sessant’otto e poi le barricate
mentre sempre l’autunno era più caldo dell’estate
e mentre i beatles si sciolgono dopo let it be
in Grecia Papadopulos balla il sirtaki
scusa mary scusa mary
ma eravamo innamorati più che mai
domenica senza macchina per l’austerità
mentre il tempo passava sulla nostra età
Louis Armstrong e Neruda non ci sono più
c’era anche dell’altro ma soprattutto tu
e mentre la forestale tenta il golpe alla rai
c’era stato un concerto all’isola di Wight
scusa mary scusa mary
ma che fortuna innamorarsi come noi

Oggi l’ho avuto tra le mie mani.
Ho sentito il contatto con la sua superficie liscia, ho goduto della sua presenza ammiccante, ho perfino ammirato il suo sguardo celeste.
Esiste davvero, cosa credete?
L’ho avuto tra le mani, l’ho accarezzato e mi sono emozionato.
Parlavo di questo, se non si era capito…

Ho letto questo libro di Loriano Macchiavelli ristampato da Einaudi una trentina d’anni dopo la sua prima uscita negli anni settanta.
Ho ritrovato un Antonio Sarti sergente ed una Bologna che non esistono più. Mi mette tristezza il solo pensiero.
Frasi come “in fondo Bologna è ancora una città pulita” mi hanno fatto venire da sorridere e un po’ di magone. Bologna non è più così, se mai lo è stata veramente. Io ero troppo piccolo per ricordarmelo e comunque me la ricordo bellissima.
Però io non sono oggettivo, la trovo bellissima anche adesso e a quelli che hanno paura a girare per la città continuo a dire che non dovrebbero che è sempre più bello respirare l’aria del centro, anche se i parlati si sono confusi ancora di più.
Una volta erano gli accenti del sud. Napoletani, pugliesi, siciliani, calabresi, ma comunque italiani, in qualche modo riuscivi a farti capire. Oggi è più dura, ma non è colpa di nessuno. Non è colpa mia se non parlo croato o arabo e nemmeno è colpa loro se non parlano italiano.
L’incomprensione è il primo passo per il sospetto. Il secondo è la miseria.
Loro li rappresentano entrambi. Qualcuno è onesto, qualcuno no, ma era così anche nella Bologna di Antonio Sarti sergente.
L’unica cosa che mi viene da aggiungere è che forse mi erano piaciuti altri romanzi di Loriano Macchiavelli, ma cosa volete è un pezzo di storia della mia città e lo amo incondizionatamente.

La realtà dei fatti continua a bruciare le idee che mi vengono per scrivere racconti.
Questa potrebbe essere una versione.
L’altra è che la mia mente sia talmente lucida nell’analizzare i fatti da riuscire a vedere sempre la realtà vera e non quella propinata dai media e dalle forze dell’ordine.
Propenderei più per la prima soluzione.
Qualche tempo fa avevo cominciato a scrivere un racconto che si intitolava fuoco amico e lo avevo pure utilizzato come titolo di un post di questo blog. L’idea mi era venuta parlando della morte di Filippo Raciti dopo gli scontri alla fine della partita tra Catania e Palermo. L’idea che ad uccidere l’ispettore di polizia fosse stata una manovra errata del defender guidato da un collega era una intrigante scelta che facevo con narratore sinistroide e complottista.
Il bello di raccontare storie è anche questo: decidere come andrà a finire a prscindere dalla realtà.
Un po’ quello che fanno alcuni giornali, ma questa è un’altra storia.
Ma adesso come faccio?
I RIS hanno trovato traccie di vernice del defendere sugli scarponi dell’ispettore Raciti.
E adesso?
Chi avrà il coraggio di andare a testa alta davanti ai tifosi a chiedere scusa? Prima per tutte la vedova dell’ispettore che ha così duramente accusato le curve di tutto il apese?
Mi diranno che l’Ispettore Raciti è stato ucciso dal clima di tensione che si era creato. Beh, a costoro, rispondo che a quanto pare l’ispettore Raciti è stato ucciso dalla manovra sbagliata da un collega, insomma, da fuoco amico.

La prima volta che ho letto qualcosa scritto da Pier Vittorio Tondelli era il 1983. Avevo quindici anni allora e leggevo ogni singola riga scritta su Rockstar e proprio su questa rivista teneva una rubrica letteraria. Grazie a lui conobbi gli scrittori della beat generation. Subito dopo imparai ad amarlo come scrittore. Rimini rimane per me la perifrasi dell’idea di postmoderno, il modo in cui l’intellettuale, prima che lo scrittore avevano individuato la deriva degli anni ottanta. Proprio come Pasolini aveva capito quella degli anni settanta.
Se Camere Separate è un coacervo di sentimenti, Rimini lo è di colori, suoni e profumi. È l’affresco di un’epoca, della sua leggerezza e del suo edonismo. Qualcosa che in parte ci portiamo ancora dietro.
Un po’ di tempo fa, ho scritto un romanzo che, nella mia piccola idea, è il sequel di Rimini, ma che, pur venendo venti anni dopo dipinge un quadro che ha lo stesso ritmo di quello del maestro. Storie che si intrecciano, intrallazzi economici, sesso, divertimento, leggerezza vissute nella generazione successiva proprio come in quella precedente.
Adesso sembra proprio che questo romanzo possiate trovarlo in libreria tra solo poche settimane.
Vi anticipo:
Quarta di copertina.
Rimini è il più grande divertimentificio italiano, ma è anche un sacco di altre cose.
In un pomeriggio di giugno si allontanano e si incrociano le vite di due dei tanti ragazzi che tutte le estati si muovono da Bologna verso il mare.
Dopo ogni estate trascorsa al mare si cambia un po’ e si cresce. Nemmeno Anna e Martino possono sottrarsi a questo inevitabile destino, ciascuno a modo proprio, rappresentando, in un certo senso, due diverse strade percorse da una generazione.
Dopo venti anni dalla Rimini di Pier Vittorio Tondelli, la città sembra essere ancora uguale a se stessa, capace di far dimenticare tutto con un sorriso e una notte spensierata.
Dedica
Rimini venti anni dopo ha ancora lo stesso sapore,
questo libro è un abbraccio a Pier Vittorio Tondelli
E la copertina
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